Saturday, November 17, 2012

The tool


The history of mankind is also the history of the relationship between people and tools.

Important are the considerations done by José Ortega y Gasset in the book Meditaciòn de la técnica.

An interesting paper entitled Scienza, tecnica e politica nel pensiero di José Ortega y Gasset is available in Iternet.



Exams

The final exam (valid for those students who have followed the lectures and have prepared a blog) consists:
- evaluation of the blog (due date : last lecture)
- verification of the learned matter (oral) by means of some questions regarding the chosen book (see: http://storiadellecose.blogspot.it/search/label/books) and the matter contained in the blog <http://storiadellecose.blogspot.it>

For those students who do not  follow the lectures (and therefore do not prepare a blog) the exams consist in an oral verification of the the matter contained in the blog <http://storiadellecose.blogspot.it> and in the books:
       - Vittorio Marchis, Storie di cose semplici (Springer Italia)
       - another book listed in the post <http://storiadellecose.blogspot.it/search/label/books> and chosen by the student
The preparation of a written text about the history of a "thing" according to the instructions contained in the blog is optional and will be evaluated.



Friday, November 16, 2012

What is what?

Cosa è una cosa?

Un affare, aggeggio, apparecchio, arnese, articolo, attrezzo, bazzecola, bene, carabattola, congegno, cosa, dispositivo, entità, ferro, gingillo, macchina, marchingegno, ninnolo, nonnulla, oggetto, pezzo, prodotto, quid, quisquilia, roba, sciocchezza, strumento, suppellettile, utensile. Le cose affollano l’intero alfabeto che farebbe l’en-plein se si aggiungessero, in un multilinguismo etnico, anche le voci di dialetti e lingue aliene: chose, çfare, Dinge, dongxi, dud, kakvo, ma, matter, piece, què, thing, Sache, stuff, truc, zer. E in questo spazio, intitolato alla cose e ai giorni, come non incominciare con una scorribanda tra le cose. Perché le cose sono il substrato, il fondamento della memoria. Quando la Rivista di Sinisgalli e Luraghi, “Civiltà delle Macchine”; nei primi anni ’50 del Novecento affermava che l’Italia che “non è un paese povero” affacciandosi al miracolo economico, le cose più arcane, per esempio gli oggetti che abitano nei Sassi di Matera, trovavano una perfetta armonizzazione con le tecnologie più avanzate. E Adamo, il computer traduttore automatico di Silvio Ceccato, conviveva con la lanterna e l’oliera di latta celebrata da Sinisgalli come archetipi del moderno design, e dimostrava che, come aveva affermato José Ortega y Gasset, senza la tecnica l’uomo non sarebbe mai esistito.
Un tempo le maestre vietavano nei componimenti dei propri allievi l’uso di questa parola troppo comune. Eppure “cosa” è un termine così importante che dimenticarne il ruolo sociale e culturale sarebbe proprio un grave danno in una società che ammaliata dalle sirene della multimedialità, dimentica che viviamo perché siamo immersi in un mondo di cose. La cosa, che alle sue origini latine vede le sue radici nella causa, mentre la res si è trasferita a pieno diritto nel mondo “reale”. Reale e virtuale è il binomio in cui si dibatte la nostra società, postindustriale o postcontemporanea che sia. Il virtuale stupisce nella sua assenza di cose, ma dove sta il fascino del catalogo, materiale e concreto, magari polveroso, di un vecchio solaio?
Nel suo saggio sulle Geografie della memoria (Torino : Einaudi, 2008) Antonella Tarpino afferma che le case sono “testimoni indelebili del trascorrere del tempo e dei volubili sentimenti che lo accompagnano”, Sono tracce di un legame sempre più incerto e fragile tra il passato (prossimo) e il presente, che le riviste patinate, glamour, non riescono a contemplare. La polvere, questa protagonista del tempo, viene mangiata dagli aspirapolvere e da un’infinità di altre “cose” che la pubblicità tecnologica ci propone quotidianamente. Le cose restano e non per nulla il Codice dei beni culturali e del paesaggio all’Articolo 10 afferma “Sono beni culturali le cose immobili e mobili […] che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico.” La nostra storia è fondata sulle cose.
La “roba”, dal provenzale rauba, è invece termine che trova le sue radici nelle lingue germaniche dove roub, raub e rôf sono il bottino di guerra: da qui il nostro “rubare” e così i vizi capitali trionfano, proprio tutti. Ce lo insegna anche la morale che Giovanni Verga pone al centro del suo Mastro Don Gesualdo. La roba è l’insieme delle cose accumulate con avidità, l’idolo di una religione pagana e senza speranza. Più lontano dal nostro mondo, in Cinese, una lingua che prima o poi entrerà anche nel vecchio mondo, la cosa è 东西 (dong xi) e i due ideogrammi che la compongono significano “oriente” e “occidente”. Sarà una profezia?

Vittorio Marchis, artiche appeared on "Avvenire" on September 2, 2010.

Words & Icons

An interesting book for introducing tha Chinese language is the Visual Dictionary published by DeAgostini


This is the Chinese ideogram for the Umbrella:

伞
Sǎn


Acciaio / Steel


Acciaio is a movie directed by Walter Ruttmann in 1933. A love story between Mario, Pietro and Nina is developed in the "steel town" of Terni. The water of the Velino waterfalls povides the energy for the production of electricity. Another protagonist of the story is the bicycle.
The Terni steam powered "giant  hammer"

Stuff

Stuff is a generic English term to define the matter of the thing. The correlation with the Italian word "stoffa" could open new anthropologic perspectives.
An interesting lesson abour The Story of Stuff is available on the Web both in original language and in Italian translation (La storia delle cose)

The tool

Fundamental in any operation is the tool, a prosthesis for the operator.
The wrench is a category of a wide variety of tools.

The novel by Primo Levi, originally entitled La chiave a stella has the following translations:






The original title of the Primo Levi's novel refers to this tool:


so it is possible to compare the translated titles to a different sort of tools...