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Monday, October 24, 2016

Dall'artigianato all'industria

Il paradigma dell'artigianato è il TAILOR MADE (ovvero una "cosa" è fatta, è tagliata su misura, senza avere bisogno di regole codificate, ma basata solamente sull'esperienza dell'artigiano, che si forma nell'apprendistato)

Il paradigma dela tecnico industriale  è l' OFF THE SHELF (ovvero i prodotti sono fabbricati perché l'utilizzatore, il compratore li scelga da uno scaffale, da un catalogo. In questo caso devono essere codificate le "misure" il size dei prodotti e il tecnico deve apprendere queste regole frequentando una "scuola tecnica")

Wednesday, December 3, 2014

Lezione n.27 - Una mappa concettuale


La mappa concettuale è un grafo formato da nodi interconnessi. I nodi rappresentano i concetti cardine mentre i rami di connessione ne rappresentano le relazioni:

1) lavoro --> utensile: ergonomia
2) lavoro --> macchina: macchinismo
3) lavoro --> cosa: produzione
4) utensile --> macchina: rivoluzione industriale
5) utensile --> cosa: artigianato
6) macchina --> cosa: industria

Gli ingredienti della rivoluzione industriale (i prodotti "off the shelf"):
  • tecnico
  • imprenditore
  • operaio
  • scuole tecniche
  • investimenti
  • macchine
  • normativa

Gli ingredienti dell'artigianato (i prodotti "tailor made"):
  • artigiano
  • utensile
  • risorse materiali

Tuesday, October 10, 2017

La storia dell'uomo attraverso la tecnica

Il filosofo José Ortega y Gasset alla metà del XX secolo in un suo saggio intitolato Meditaciòn de la técnica (1939) ha suddiviso l'evoluzione della specie umana in tre periodi:

La técnica del azar
La técnica del artesano
La técnica del técnico

La transizione dal primo al secondo periodo è chiamata "prima rivoluzione agricola" quando l'umanità (circa 8000 anni a.C.) da nomade diventa stanziale, fonda i villaggi, le leggi, l'agricoltura. Si investe in materie prime.

La transizione dal secondo al terzo periodo è causata dalla cosiddetta "prima rivoluzione industriale" quando la produzione di beni materiali è gestita da sistemi governati da tecnici e con la presenza di imprenditori che investono in sistemi di produzione.

Dall'artigianato all'industria

Nella técnica del azar protagonista è chi sa cercare
Le cose trovate
Nella técnica del artesano protagonista è chi sa fare
Le cose fatte
Nella técnica del técnico protagonista è chi sa far fare
Le cose acquistate




Saturday, May 2, 2020

Esami in Virtual Classroom

Il giorno 5 maggio a partire dalle 14:00 si terranno gli esami che erano previsti per la sessione di marzo scorso. Gli esami si terranno esclusivamente in forma orale e le domande verteranno sui "protagonisti" e sui "concetti chiave" della storia delle cose. E' pure prevista una domanda sul blog personale nel caso sia stato realizzato secondo le istruzioni fornite a lezione. In ogni caso la materia è stata sempre presentata su questo blog: il testo di riferimento è Maurizio Vitta, Le voci delle cose.


I "protagonisti": Francesco Bacone, Jean Baudrillard, Walter Benjamin, Michel Foucault, Ernest Gombrich, Claude Levi-Strauss, Carlo Linneo, William Morris, Bruno Munari, José Ortega y Gasset, Joseph Paxton, Georges Perec, John Ruskin, Joseph Schumpeter, Leonardo Sinisgalli,Adam Smith, Fiedrich Winslow Taylor Edward Burnett Tylor, Aby Warburg.



I "concetti chiave": Ambiente / Ambient; Arte / Art; Artefatto  / Artifact; Artificiale / Artificial; Artigianato / Craft; Brevetto / Patent; Bricolage / Bricolage; Catalogo / Catalogue; Civiltà / Civilization; Comunicazione / Communication; Consumo Consume; Cosa / Thing; Cultura / Culture; Design / Design; Documento  / Document; Emblemi / Emblems; Esposizione / Exhibition; Fare / to make; Feticcio / Fetish; Industria / Industry; Innovazione / Innovation; Macchina / Engine; Memoria / Memory; Merce /  Goods, Commodity; Misura / Measure; Mito / Myth; Moda / Fashion; Museo / Museum; Narrazione / Storytelling; Norma / Standard; Oggetto / Object; Poesia / Lyrics; Progetto / Project, Design; Protesi / Prosthesis; Pubblicità / Advertisement; Rivoluzione / Revolution; Scatola / Box; Segno / Sign; Spazzatura / Garbage; Standard / Standard; Storia / History; Strumento / Instrument; Tassonomia / Taxonomy; Tecnica / Technology; Utensile / Tool.


Thursday, October 31, 2019

Un indice delle voci delle cose

Maurizio Vitta, Le voci delle cose, Torino : Einaudi, 2016

Indice
p. 3 Prologo
I. Il bisogno
10 1. L’Io, il Soggetto
13 2. Il bisogno delle cose
16 3- Oggetto, artefatto
19 4- Desiderio: epifania del design
23 5- Percezione
28 6. Il possesso e la perdita
31 7- Utente, usabilità
34 8. Femminile, maschile
37 9- Valore affettivo e valore sociale
40 10. Valore estetico e valore culturale
42 11. Il destino degli oggetti
44 12. Spettri
II. Il prodotto e la merce
53 1. Produzione, prodotto
56 2. Materia, materiali
59 3- Tecnologia, tecnica
62 4- La merce
64 5- Il prezzo
67 6. Il tipo e lo standard
69 7- Serie: grande, piccola
72 8. Qualità, quantità
75 9- Fordismo, taylorismo
77 10. Domestici, elettrodomestici, infodomestici
80 11. Packaging
82 12. Pubblicità
III. Design, designer
89 1. La forma degli oggetti
91 2. Design
95 3- Disegno industriale
98 4- Designer
101 5- Oggetto, oggetto d’uso
104 6. Oggetto di design
106 7- Progetto
109 8. Committenza
112 9- La firma, la moda, la copia
115 10. La scelta e la presenza
117 11. Norma, normazione, normatività
120 12. Perfezione, imperfezione
122 i3- Stile e maniera
125 14- Luce, design della luce
127 15- Exhibit design
130 16. Le varie facce del design
134 17- Filosofia del design
136 18. Storia del design
IV. Il consumo e il consumatore
146 1. Consumo
149 2. Il consumatore
152 3- La scelta e l’interesse
154 4- La funzione e l’oggetto d’uso
157 5- Dal lusso al consumismo
160 6. Abitare, abitazione, abitacolo
163 7- La casa
166 8. Ammobiliamento, arredamento
169 9- Abitudine
I72 10. Ordine, simmetria
175 11. Uso, riuso
178 12. Cosi fan tutte
181 13. Comunicare, comunicarsi
V. Il bene e il godimento
1. Form follows function or fiction
192 2. La forma e la gute Form
194 3. Il bello e il brutto
197 4. Il colore
200 5. Ornamento, seduzione, nature morte
203 6. Emozione, godimento
206 7. Il gusto e il «non so che»
209 8. Ironia, feticismo, esotismo
213 9. Artigianato, arte applicata, design
217 10. Antiquariato e oltre
219 11. Oggetto nell’arte, l’arte nell’oggetto
221 12. Il fuori serie
224 13. Le forme degli oggetti e l’estetica
227 14. Un bene culturale
229 15. Museo del design

236 Epilogo
239 Indice dei nomi

Thursday, November 7, 2019

Sulla normativa e sulla standardizzazione... (in Maurizio Vitta)

Nell’inglese del XII secolo la parola «standard» indicava lo «stendardo», ovvero l’insegna che raggruppava uomini d’arme. Poi divenne «esemplare di misura» e alla fine la usarono tutti per indicare la qualità tipica, normativa di un prodotto o di un procedimento. Cosí lo standard è diventato la versione banalizzata della Typisierung di Hermann Muthesius, che in essa si ridusse a un semplice criterio organizzativo della produzione. 

L’idea di una sublimazione del bagno e dei suoi annessi fa della desiderata riservatezza delle proposte progettuali e dell’obbedienza alla normativa igienico-sanitaria un semplice punto di partenza per costruire un clima di affabulazione, che va dalla trasformazione delle cabine della doccia in capsule spaziali o dei rubinetti che creano l’illusione di una mormorante sorgente alpina.

L’idea di un «prodotto» realizzato su ampia scala a partire da un unico prototipo e destinato a una consumazione di massa è presente in tutta la storia umana. Gli studi di Richter e Milner hanno posto da tempo in evidenza la forma standardizzata dei vasi comunemente usati nell’antica Grecia (e anche oltre), dovuta alle diverse funzioni del ricevere, contenere e versare liquidi piú diversi. Nell’antica Roma l’esercito veniva fornito d’armi prodotte in serie e fabbricate in numerosi collegia specializzati, dove dominavano efficienza e standardizzazione. Nel XVI secolo, l’opera di Rabelais, Gargantua e Pantagruele, ricorda la massa di oggetti prodotti in quel tempo, protagonisti di una vicenda in cui l’artigianato e la produzione in serie si frammischiavano...

Quando nel 1773 si mise fine a Milano al complicato sistema delle corporazioni, il provvedimento spazzò via una serie di secolari lacci burocratici, ma mise in evidenza una forte economia produttiva, che andava dalla produzione delle armi ai tessuti e all'oreficeria. Dopo pochi anni, le commesse dell’esercito napoleonico diedero vita in tutta l’Italia del Nord a una fiorente industria basata sulla standardizzazione dei prodotti, dalle divise agli armamenti.

Fu Hermann Muthesius, con le sue «dieci tesi» esposte all’inizio del XX secolo, a prospettare per la cultura progettuale – architettura e design, ancora strettamente intrecciati – una Typisierung, da intendere sia come standardizzazione formale, sia come unificazione stilistica delle singole componenti di un artefatto. Nelle sue tesi erano riassunte le linee direttrici per il futuro del Werkbund e del design in generale: prevalenza di forme standardizzate e tipizzate, lavoro di gruppo, produzione industriale di massa, rifiuto della ricerca artistica e della sua libera creatività, rifiuto dell’imitazione degli stili del passato.

Monday, December 18, 2017

Gli argomenti dell'esame

LE DOMANDE DELL’ESAME

PROTAGONISTI (della storia delle cose): Galileo Galilei, Edward Tylor, Claude Lévi-Strauss, Georges Perec, Jean Baudrillard, Sigfried Giedion, George Basalla, Henry Petroski, Chris Ware, Leonardo Sinisgalli,  Carl Linné, Bruce Chatwin, Il Briccone Divino, Jonathan Gottschall, Walter Benjamin, Ohran Pamuk, Roland Barthes, Johan Huizinga, Karl Marx, John Ruskin,  Joseph Schumpeter, Marshall McLuhan, Aby Warburg.

CONCETTI (della storia delle cose): la cosa, il bricolage, il documento, la storia, la macchina, l’evoluzione, l’artificiale, la tassonomia, la scienza, la tecnica, le rivoluzioni, la cultura, la mitologia, l’artigianato, l’industria, il fare, l’innovazione, la metafora, il rito, il segno, la norma tecnica, il progetto, la similitudine, la misura, il museo, il monumento, la memoria, il catalogo, l’antropologia, lo strumento, il feticcio, il racconto, il giocattolo, la moda, la pubblicità, le esposizioni, la standardizzazione, il messaggio, i media, il brevetto, il kitsch

COSE (da ritrovare nella Vita istruzioni per l'uso di Georges Perec): libri, utensili, stoviglie, quadri, mobili, giocattoli, strumenti, orologi, soprammobili, abiti, bevande, apparecchi elettrici, monili, meccanismi, lampade e lampadari, strumenti musicali, soprammobili, ricette, calzature, scatole e contenitori, cosmetici, medicinali, giochi di carte e di società, puzzle, immagini religiose, materiali da costruzione, riviste e periodici, mezzi di trasporto, reperti storici, souvenir, reperti naturalistici, kitsch,


punteggio = 8 + 8 + 8 + (6) + (3)

La prova scritta dell'esame porta a un massimo di 24/30 a cui si possono aggiungere i 6/30 (max) del Blog e i 3/30 (max) del test intermedio. In ogni caso con l'orale è possibile incrementare (o diminuire) il voto conseguito. L'esame deve in ogni caso essere ripetuto quando il punteggio della prova scritta sia inferiore a 15/30.

Wednesday, May 27, 2020

Appelli di Giugno

01PIPMN     Storia delle cose. Anatomia e antropologia degli oggetti     
26/06/2020    08:00-10:30    Esami orali AULA VIRTUALE 


Gli esami si terranno esclusivamente in forma orale e le domande verteranno sui "protagonisti" e sui "concetti chiave" della storia delle cose. E' pure prevista una domanda sul blog personale nel caso sia stato realizzato secondo le istruzioni fornite a lezione. In ogni caso la materia è stata sempre presentata su questo blog: il testo di riferimento è Maurizio Vitta, Le voci delle cose.


I "protagonisti": Francesco Bacone, Jean Baudrillard, Walter Benjamin, Michel Foucault, Ernest Gombrich, Claude Levi-Strauss, Carlo Linneo, William Morris, Bruno Munari, José Ortega y Gasset, Joseph Paxton, Georges Perec, John Ruskin, Joseph Schumpeter, Leonardo Sinisgalli,Adam Smith, Fiedrich Winslow Taylor Edward Burnett Tylor, Aby Warburg.



I "concetti chiave": Ambiente / Ambient; Arte / Art; Artefatto  / Artifact; Artificiale / Artificial; Artigianato / Craft; Brevetto / Patent; Bricolage / Bricolage; Catalogo / Catalogue; Civiltà / Civilization; Comunicazione / Communication; Consumo Consume; Cosa / Thing; Cultura / Culture; Design / Design; Documento  / Document; Emblemi / Emblems; Esposizione / Exhibition; Fare / to make; Feticcio / Fetish; Industria / Industry; Innovazione / Innovation; Macchina / Engine; Memoria / Memory; Merce /  Goods, Commodity; Misura / Measure; Mito / Myth; Moda / Fashion; Museo / Museum; Narrazione / Storytelling; Norma / Standard; Oggetto / Object; Poesia / Lyrics; Progetto / Project, Design; Protesi / Prosthesis; Pubblicità / Advertisement; Rivoluzione / Revolution; Scatola / Box; Segno / Sign; Spazzatura / Garbage; Standard / Standard; Storia / History; Strumento / Instrument; Tassonomia / Taxonomy; Tecnica / Technology; Utensile / Tool.



Tuesday, December 24, 2019

Le parole / i concetti

Ambiente / Ambient
Arte / Art
Artefatto  / Artifact
Artificiale / Artificial
Artigianato / Craft
Brevetto / Patent
Bricolage / Bricolage
Catalogo / Catalogue
Civiltà / Civilization
Comunicazione / Communication
Consumo Consume
Cosa / Thing
Cultura / Culture
Design / Design
Documento  / Document
Emblemi / Emblems
Esposizione / Exhibition
Fare / to make
Feticcio / Fetish
Industria / Industry
Innovazione / Innovation
Macchina / Engine
Memoria / Memory
Merce /  Goods, Commodity
Misura / Measure
Mito / Myth
Moda / Fashion
Museo / Museum
Narrazione / Storytelling
Norma / Standard
Oggetto / Object
Poesia / Lyrics
Progetto / Project, Design
Protesi / Prosthesis
Pubblicità / Advertisement
Rivoluzione / Revolution
Scatola / Box
Segno / Sign
Spazzatura / Garbage
Standard / Standard
Storia / History
Strumento / Instrument
Tassonomia / Taxonomy
Tecnica / Technology
Utensile / Tool

Thursday, December 19, 2013