
In-between the lectures held by professor Vittorio Marchis
Tuesday, November 6, 2018
Le fantasie di Grandville

Monday, November 13, 2017
Joseph Schumpeter
Così scrive Schumpeter:
“I meccanismi dell’innovazione industriale ed economica
I mutamenti spontanei e discontinui nell’orbita del flusso circolare e gli spostamenti del centro di equilibrio si verificano nella sfera della vita industriale e commerciale, ma non nella sfera dei bisogni dei consumatori dei prodotti finiti. Laddove si verificano mutamenti spontanei e discontinui nelle tendenze del gusto dei consumatori, avviene un improvviso mutamento nei dati di cui l’uomo d’affari deve tener conto e quindi sorge per lui un motivo e un’occasione per procedere possibilmente a qualcosa di diverso da un adattamento graduale della sua condotta, ma senza implicare in sé e per sé l’adozione di una condotta differente. Pertanto tali mutamenti non costituiscono un problema diverso da quello del cambiamento dei dati naturali e non richiedono alcun nuovo metodo di trattamento, per cui faremo astrazione da qualsiasi autonoma variazione nei bisogni dei consumatori e li supporremo come « dati ». Ciò è reso per noi più facile anche dal fatto, fondato sull’esperienza, che l’ambito dei mutamenti spontanei dei bisogni è generalmente ristretto. Senza dubbio si deve sempre partire dalla soddisfazione dei bisogni, dato che questo è lo scopo di ogni attività produttiva e che la situazione economica di volta in volta data deve essere intesa sotto questo aspetto. Tuttavia le innovazioni nel sistema economico non avvengono di regola in maniera tale che prima sorgono spontaneamente nei consumatori nuovi bisogni e poi, sotto la loro pressione, l’apparato produttivo riceve un nuovo orientamento. Noi non neghiamo il verificarsi di questo nesso. Però è il produttore che di regola inizia il cambiamento economico e i consumatori, se necessario, sono da lui educati; essi sono, come pure erano, considerati come persone che vogliono cose nuove, o cose che differiscono per qualche aspetto o per l’altro da quelle che sono abituati ad usare. Pertanto, mentre è ammissibile e anche necessario considerare i bisogni dei consumatori come una forza autonoma e addirittura fondamentale nella teoria del flusso circolare, noi dobbiamo invece assumere una differente attitudine appena ci rivolgiamo ad analizzare il « cambiamento ».
Ogni produzione consiste nel combinare materiali e forze che si trovano alla nostra portata. Produrre altre cose, o le stesse cose in modo differente, significa combinare queste cose e queste forze in maniera diversa. Finché la nuova combinazione viene raggiunta, con il tempo, partendo da quella vecchia, per piccoli passi e attraverso continui adattamenti, si ha certo un mutamento, ed eventualmente una crescita, ma non un nuovo fenomeno sottratto alla considerazione dell’equilibrio, né uno sviluppo nel senso nostro. Nella misura in cui ciò non si verifica, ed anzi la nuova combinazione può prodursi o effettivamente si produce solo in maniera discontinua, sorgono invece i fenomeni caratteristici dello sviluppo. Per motivi di funzionalità nell’esposizione, quando parleremo di nuove combinazioni di mezzi di produzione, intenderemo da qui in avanti solo questo caso. Lo sviluppo nel senso nostro viene allora definito dall’introduzione di nuove combinazioni.
Questo concetto comprende i cinque casi seguenti:
1. Produzione di un nuovo bene, vale a dire di un bene non ancora familiare alla cerchia dei consumatori, o di una nuova qualità di un bene.
2. Introduzione di un nuovo metodo di produzione, vale a dire non ancora sperimentato nel ramo dell’industria in questione, che non ha affatto bisogno di fondarsi su una nuova scoperta scientifica e che può consistere anche in un nuovo modo di trattare commerciale una merce.
3. Apertura di un nuovo mercato, vale a dire di un mercato in CUI un particolare ramo dell’industria di un certo paese non era ancora penetrato, sia che questo mercato esistesse già prima oppure no.
4. Conquista di una nuova fonte di approvvigionamento di materie prime e di semilavorati, anche qui sia che questa fonte di approvvigionamento esistesse già prima sia che si debba innanzitutto crearla.
5. Attuazione di una riorganizzazione di una qualsiasi industria come la creazione di un monopolio (ad esempio mediante la formazione di un « trust ») o la sua distruzione.
Due cose sono essenziali per i fenomeni connessi all'introduzione di queste nuove combinazioni, e per la comprensione dei problemi che ne risultano. In primo luogo, non è essenziale — benché possa avvenire — che le nuove combinazioni vengano introdotte dalle stesse persone che controllano il processo produttivo o commerciale che deve essere soppiantato da uno nuovo. Di regola anzi, le nuove combinazioni sono incorporate in nuove imprese che generalmente non nascono dalle vecchie ma iniziano a produrre accanto ad esse. Per attenerci all'esempio già scelto, non è, in generale, il padrone delle diligenze ad introdurre le ferrovie. Questa circostanza non solo pone in una luce particolare la discontinuità che contrassegna il processo che vogliamo descrivere, e crea, per così dire, una seconda specie di discontinuità, in aggiunta a quella sopra menzionata, ma spiega anche importanti caratteristiche del corso degli eventi. Specialmente nell’economia concorrenziale, in cui le nuove combinazioni portano all’eliminazione delle vecchie appunto attraverso la concorrenza, si spiega così da un lato il processo di ascesa e caduta economica e sociale di individui e di famiglie proprio di questa forma di organizzazione, nonché una intera serie di altri fenomeni relativi al ciclo vitale delle imprese e al meccanismo di formazione della ricchezza privata e così via. Anche in un’economia non di scambio, come ad esempio quella socialista, nuove combinazioni frequentemente comparirebbero a fianco di quelle vecchie. Ma le conseguenze economiche di questo processo verrebbero meno parzialmente e quelle sociali completamente. E se l’economia fondata sulla concorrenza è infranta dalla formazione di grandi gruppi industriali, come sempre di più avviene in tutti i paesi, allora questo deve diventare sempre di più vero nella vita reale, e l’introduzione di nuove combinazioni deve diventare in misura sempre maggiore affare interno di un medesimo organismo economico. Tale differenza è abbastanza grande per fare da spartiacque fra due epoche della storia sociale del capitalismo.”
(Joseph Schumpeter, Teoria dello sviluppo economico (1912), Firenze : Sansoni, 1977, pp. 74-77)
Wednesday, November 2, 2016
Thursday, January 14, 2021
La macchina nel Capitale di Carlo Marx
Nel Libro I del Capitale, al capitolo 13 si legge:
Ogni macchinario sviluppato consiste di tre parti sostanzialmente differenti, macchina motrice, meccanismo di trasmissione, e infine macchina utensile o macchina operatrice. La macchina motrice opera come forza motrice di tutto il meccanismo. Essa o genera la propria forza motrice, come la macchina a vapore, la macchina ad aria calda, la macchina elettromagnetica, ecc., oppure riceve l’impulso da una forza naturale esterna, già esistente, come la ruota ad acqua dalla caduta d’acqua, l’ala d’un mulino a vento dal vento, ecc. Il meccanismo di trasmissione composto di volanti, alberi di trasmissione, ruote dentate, pulegge, assi, corde, cinghie, congegni e apparecchi di ogni genere, regola il movimento, ne cambia, quand’è necessario, la forma, per esempio, da perpendicolare in circolare, lo distribuisce e lo trasmette alle macchine utensili. Queste due parti del meccanismo esistono solo allo scopo di comunicare alla macchina utensile il moto per il quale essa afferra e trasforma come richiesto l’oggetto del lavoro. Da questa parte del macchinario, dalla macchina utensile, prende le mosse la rivoluzione industriale del secolo XVIII; ed essa costituisce ancora sempre di nuovo il punto di partenza tutte le volte che una industria artigianale o manifatturiera trapassa in industria meccanica.
Tuesday, October 10, 2017
La storia dell'uomo attraverso la tecnica
Le cose trovate
Le cose fatte
Le cose acquistate
Friday, October 23, 2015
Le Esposizioni (universali, industriali, ecc.)

Le Esposizioni torinesi
Le prime esposizioni di Objets d’arts, manufactures et métiers fanno il loro capolino in Italia negli anni del dominio napoleonico. E’ un periodo in cui il Piemonte è parte dell’Impero francese e le occasioni per venire a contatto con una realtà “europea” non sono trascurabili.
Con la Restaurazione, anche nel Regno di Sardegna le Esposizioni "di arti e industrie" diventano il centro principale per la diffusione della cultura industriale e dei suoi prodotti.
Uno dei protagonisti, nel contesto delle esposizioni torinesi degli anni '40 e '50 dell'Ottocento, fu Carlo Ignazio Giulio, docente di Matematiche e di Meccanica Razionale all'Università, di cui sarà rettore dal 1844.
I documenti digitalizzati sulle Esposizioni al "MuseoTorino"
Monday, November 24, 2014
Thursday, January 14, 2021
Il giocattolo
Si legge sul sito della Treccani: "giocàttolo s. m. [der. di giocare]. – Qualsiasi oggetto o prodotto, artigiano o industriale, che serve al gioco e al divertimento dei bambini: fabbrica, negozio, esposizione di giocattoli; fiera del g.; l’industria dei giocattoli. Fig., essere un g. nelle mani di qualcuno, riferito a persona che, per mancanza di energia e di personalità, o anche per debolezza, si lascia guidare e manovrare da un’altra persona, a piacere e capriccio di questa."
Il giocattolo è quindi un oggetto che nel bambino serve per sviluppare la conoscenza del mondo adulto con un processo in equilibrio tra fantasia e imitazione.
Rif. J. Huizinga, Homo Ludens.
Thursday, October 18, 2018
Il cotone
I tessuti di tipo chintz – ovvero stoffe di cotone stampato
a mano in India – davano un tocco di colore a ogni guardaroba.
Il cotone assorbiva la tinta molto meglio del lino e poteva
essere lavato senza perdere la sua lucentezza,
Il cotone indiano rappresentava una minaccia all'industria locale della lana,
del lino e della seta, tanto che si arrivò alla messa al bando del calicò
praticamente in tutta l’Europa (Francia: 1689; Spagna: 1713; Gran Bretagna:
1701 e 1721; Russia: 1744); fecero eccezione solo i Paesi Bassi.
Il cotone veniva commercializzato in duecento tipi diversi e
garantiva una duttilità d’uso senza precedenti.
La comparsa di guide per i consumatori è indicativa della trasformazione in atto.
The Merchant Ware-House Laid Open (pubblicata a Londra nel 1696
offriva un panorama dalla A
alla Z di cotoni indiani e tessuti europei adatti a «ogni tipo di persona»,
cominciando dall’Alcomore-holland, una tela di lino prodotta nei Paesi Bassi, e
concludendo con il Vehemounty, un tessuto francese.
Friday, October 23, 2020
Dall'Arte allo Zero
E' uscito in libreria il libro Dall'Arte... allo Zero. Piccolo dizionario filosofico dell'ingegneria di Vittorio Marchis (Mondadori 2020).
In una società sempre più condizionata dalle scelte tecnologiche, gli operatori nei settori più avanzati della tecnoscienza, così come i tecnici che operano nell’industria, si trovano ad affrontare prospettive filosofiche che risultano centrali e sotto molti aspetti dirimenti. Senza guardare ai ‘massimi sistemi’ e con la volontà di offrire una serie di spunti alla riflessione, i capitoli di questo libro affrontano contesti e problemi tipici della società contemporanea. Si passano in rassegna i temi che coinvolgono l’ingegneria sul fronte della filosofia, indagando le sue frontiere, contaminate dalla tecnica. I titoli di ciascun capitolo, articolati a coppie di concetti, ne evidenziano gli scarti, piuttosto che le posizioni opposte. Il libro si presenta come una prima porta verso una cultura non più vincolata dalle chiusure disciplinari, ma che riconosce nel melting pot dei saperi ‘politecnici’ la nuova sfida culturale del terzo millennio.
Indice degli argomenti:
1. All’inizio; 2. Arte / Tecnica; 3. Beni / Cose; 4. Caso / Causa; 5. Disegno / Immagine; 6. Efficacia / Rendimento; 7. Fantasia / Invenzione; 8. Gioco / Competizione; 9. Habitat / Ecosistema; 10. Intelligenza / Ragione; 11. Linguaggio / Segni; 12. Macchina / Corpo; 13. Naturale / Artificiale; 14. Ordine / Disordine; 15. Piacere / Dolore; 16. Qualità / Quantità; 17. Resilienza / Fragilità; 18. Sistema / Finalità; 19. Tempo / Spazio; 20. Utensile / Lavoro; 21. Vita / Morte; 22. Zero / Uno / Infinito; Sullo scaffale; Indice dei nomi.
Friday, December 1, 2017
La Civiltà delle Macchine

Saturday, May 2, 2020
Esami in Virtual Classroom
Monday, December 14, 2020
Gli oggetti e i musei

Thursday, November 3, 2016
Note sull'abbecedario
1. Una sola parola per ogni lettera
2. Un'unica lingua per tutte le parole
3. Varietà dei termini (evitare di elencare oggetti del colore prescelto, spaziare da letteratura e industria da arte a cronaca)
4. Evitare termini generici (L'ABC deve essere assolutamente indicativo del colore)
5. E' possibile commentare le parole con immagini, ma non necessario
6. Quando la parola non è di immediata comprensione nell'ABC inserire un link.
7. E' possibile inserire nomi di persone e di luoghi
Wednesday, November 21, 2018
STEP #18 - Le industrie delle cose
Wednesday, November 2, 2016
Thursday, November 7, 2019
Sulla normativa e sulla standardizzazione... (in Maurizio Vitta)
Sunday, November 4, 2018
Monday, December 18, 2017
Gli argomenti dell'esame
Wednesday, May 27, 2020
Appelli di Giugno
26/06/2020 08:00-10:30 Esami orali AULA VIRTUALE


