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Sunday, November 12, 2017

Il fare

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Nell'antica Grecia il verbo poiein aveva il significato di "fare", ma originariamente si riferiva all'atto creativo del vasaio che modellando la creta informe sul tornio ne estraeva un vaso. Di qui il significato creativo del fare, simile all'atto divino della creazione.
Di qui la poetiké techne e la poiesis, donde la nostra "poesia"

poiein kai prattein (creare e agire)

Monday, December 3, 2018

Elogio dell'Anatomia

Nel primo volume dell'Encyclopédie di Diderot e D'Alembert alla voce "Anatomie" si può leggere:

ANATOMIA

Prima proposizione. Il corpo umano è una macchina regolata dalle leggi della Meccanica, della Statica, dell’Idraulica e dell’Ottica. Ne consegue che colui che conoscerà meglio la MACCHINA umana e che contribuirà ad accrescerne la conoscenza, quella che è regolata dalle leggi della Meccanica, avendone fatto diretta esperienza e pratica, sarà in grado di conoscere la maniera in cui dette leggi si applicano e di agire di conseguenza per ristabilirle laddove esse ne siano state disturbate. L’Anatomia è quindi assolutamente necessaria per un Medico.

Seconda proposizione. Il corpo umano è una MACCHINA soggetta adei disturbi a cui non si può porre rimedio se non incidendo dei tessuti o ricucendo delle parti. Non esiste quasi nessun ambito in cui questa pratica non sia applicabile: si amputano i piedi, le mani, le braccia, le gambe, le cosce ecc. e in quasi tutte queste operazioni vi sono parti su cui agire e che non bisogna ledere, per non fare morire il malato. L’Anatomia è dunque necessaria al Chirurgo.

Terza proposizione. Il corpo è una parte di noi stessi assai importante. Se una delle sue parti è malata, tutte le altre ne risentono. Il corpo umano è una delle più belle MACCHINE che sono uscite dalle mani del Creatore. La conoscenza di noi stessi richiede la conoscenza del nostro corpo, ed essa suppone quella delle prodigiose catene di cause ed effetti, che portano tutte alla consapevolezza di una intelligenza sapiente e potente. Essa è, per così dire, il fondamento della Teologia naturale. Galeno, nel suo trattato sulla formazione del feto, condanna violentemente i Filosofi del suo tempo, perché si divertono a fare congetture azzardate sulla natura e sulla formazione del mondo, perché essi ignorano i primi elementi della struttura dei corpi animati. Ne consegue che la conoscenza anatomica è fondamentale per un Filosofo.

Quarta proposizione. I Magistrati quotidianamente devono fare dissezionare dei cadaveri per scoprire le cause di una morte violenta o sospetta. Da questa operazione e dalle osservazioni che ne scaturiscono, essi traggono le proprie conclusioni e i propri giudizi, e possono decidere se la persona è morta avvelenata oppure se ha subito una fine naturale. Oppure se un neonato è nato morto, o se è stato soffocato dopo la nascita. Quante sono le contestazioni portate davanti ai Tribunali, dove si tratta di impotenza, sterilità, dei tempi del parto, dell’aborto, di un parto simulato o dissimulato! I Giudici sono tenuti a rispettare ciecamente i rapporti di Medici e Chirurghi. Questi rapporti sono in verità profondamente motivati, ma quale è il loro valore se essi risultano incomprensibili ai medesimi Magistrati? L’Anatomia non è quindi inutile neppure per un Magistrato.

Quinta proposizione. I Pittori e gli Scultori, in funzione delle loro conoscenze di Anatomia, potranno arrivare alla perfezione dei propri disegni. I Raffaello, Michelangelo e Rubens fecero particolari studi di Anatomia. Lo studio dell’Anatomia è quindi necessaria per eccellere nell’Arte.

Sesta proposizione. Ciascuno ha interesse a conoscere il proprio corpo. Non c’è persona che non possa confermare la struttura, la figura, le connessioni, le relazioni delle parti di cui è composto il corpo come il prodotto di un Essere onnipotente. A questa ragione così importante bisogna aggiungere un interesse, che non si può dimenticare, nell’essere istruiti sui mezzi di prolungare la propria vita, di spiegare i luoghi e i sintomi della malattia, quando essa eventualmente insorga. Ma anche di poter individuare i ciarlatani, di poter giudicare, almeno in generale, sui rimedi prescritti, ecc. Aulo Gellio non poteva tollerare che gli uomini liberi, la cui educazione deve essere conforme al loro stato, non sapessero nulla di ciò che riguarda l’economia del corpo umano.

L’Anatomia è dunque fondamentale per conoscere l’uomo.

Encyclopédie, ou dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers, vol.1, Paris, 1751. 


Tuesday, December 15, 2020

Il fare alle origini della cultura materiale

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il dio Khnum  crea l'uomo sul tornio del vasaio

Nell'antica Grecia il verbo poieo (inf. poein) aveva il significato di "fare", ma originariamente si riferiva all'atto creativo del vasaio che modellando la creta informe sul tornio ne estraeva un vaso. Di qui il significato creativo del fare, simile all'atto divino della creazione. Di qui la poetiké techne e la poiesis, donde la nostra "poesia"

Xiaoyuncong nvwa.jpg
女娲 (Nüwa) ripara il pilastro del paradiso

Genesi 2,4-7
4 Queste le origini del cielo e della terra, quando vennero creati. Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo, 5 nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata - perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il suolo 6 e faceva salire dalla terra l'acqua dei canali per irrigare tutto il suolo -; 7 allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente.

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poiein kai prattein (creare e agire)

Thursday, October 4, 2012

History of the World in 100 Objects

Even if the BBC programs (and the book) by Neil MacGregor tell histories of mostly ancient objects (Neil MacGregor is director of the British Museum, London) by listening (or reading) some of them is possible to have an idea for preparing "your" story of the selected Thing.

The Book and the 100 Objects in Wikipedia

BBC & the British Museum: A History of the Worls (download mp3 and transcript)

An example: Episode 100: A portable solar energy panel lamp.
Episode 100 transcript
Testo in italiano


LAMPADA SOLARE E ACCUMULATORE
Prodotti a Shenzhen, Guangdong, Cina
2010 D.C.
Come dovrebbe concludersi la nostra storia del mondo? Con un oggetto che riesca a darci un'idea del nostro pianeta nel 2010, che esprima i timori e le aspirazioni dell'umanità, che condensi un'esperienza universale e al tempo stesso abbia un'importanza pratica per il maggior numero possibile di persone. Già, ma quale oggetto soddisfa questi requisiti?
Col senno di poi sarebbe tutto molto più semplice. Sono sicuro che nel 2110 il direttore del British Museum avrà un'idea chiarissima dell'oggetto che avremmo dovuto acquisire per mantenerci in sintonia col nostro tempo, e sorriderà - o storcerà il naso – davanti a quello che invece abbiamo scelto. Per quella data i fatti o gli sviluppi storici che hanno plasmato i primi decenni del ventunesimo secolo saranno ormai evidenti. Ma noi siamo costretti a decidere nell'ignoranza cui ci condanna il presente. Ci siamo chiesti se fosse il caso di scegliere un oggetto proveniente dall'Antartide, cioè dall'ultimo luogo in cui si sono insediati gli uomini, la tappa finale del loro esodo dall'Africa. Se riusciamo a sopravvivere in quelle condizioni è solo grazie all'equipaggiamento che siamo stati in grado di mettere a punto, e quindi una tuta tecnica progettata per vivere e lavorare in Antartide esprimerebbe alla perfezione il paradosso dell'Homo faber: le cose che fabbrichiamo ci permettono di dominare il nostro ambiente, ma a nostra volta da quelle cose finiamo per essere dominati e dipendere. In ogni caso, come apice dell'inventiva umana, un abito progettato per il luogo più inospitale della terra e indossabile al massimo da alcune migliaia di persone sarebbe stato una scelta un po' miope.
Uno dei fenomeni storici più interessanti degli ultimi decenni del secolo scorso è stato la migrazione di milioni di persone verso città raggiunte, a volte, superando distanze enormi. I migranti hanno cambiato la demografia del mondo, hanno creato qualcosa che in questa forma non era mai esistito: la città globale, dove vivono gomito a gomito, e in relativa armonia, persone provenienti da ogni continente. A Londra, per esempio, si parlano oggi più di 300 lingue diverse. Ebbene, a prescindere da quanto si lasciano alle spalle, i migranti portano sempre con sé la loro cucina; da questo punto di vista l'umanità non è mai cambiata. Perciò, sulle prime, avevamo pensato che il nostro centesimo oggetto potesse essere una serie di utensili da cucina, che ci avrebbero permesso di cogliere la stupefacente varietà delle ricette — e quindi delle culture gastronomiche — che oggi coesistono nelle grandi città del mondo. Ma in questa storia ci siamo diffusamente occupati degli oggetti che usiamo per cucinare, bere e mangiare, e siamo tornati più volte sull'espansione delle città nell'arco dei millenni: l'assortimento internazionale di vasi rotti trovati a Kilwa (capitolo 60) ci ha raccontato come già 1000 anni fa gli scambi culturali interessassero anche la cucina. Dunque, niente utensili.
Oggi, tuttavia, una sola attività umana è veramente globale: il gioco del calcio. L'avvenimento più seguito del 2010 è stato il mondiale in Sudafrica. Come abbiamo visto nel capitolo 38, quando abbiamo parlato della cintura cerimoniale per il gioco della palla, lo sport è sempre servito ad aggregare le comunità, ma oggi sembra che sia andato oltre, unificando il mondo: campioni provenienti dall'Africa occidentale giocano in squadre inglesi che appartengono a uomini d'affari russi; le copie delle loro maglie vengono prodotte in Asia e vendute in Sudamerica. È vero, la maglia di una squadra di calcio può aiutarci a descrivere il presente nel suo aspetto più lieve, e infatti ne abbiamo comprata una per le nostre collezioni: ma del futuro che abbiamo davanti forse non ci dice molto.
Alla fine abbiamo deciso che il centesimo oggetto doveva avere a che fare con la tecnologia, dal momento che ogni anno nuovi dispositivi cambiano le nostre relazioni personali e il nostro modo di lavorare. Un ottimo esempio di quanto stiamo dicendo è il telefono cellulare o, meglio ancora, lo smartphone. Ha più o meno le stesse dimensioni delle tavolette di argilla mesopotamiche, che sono state il primo tentativo dell'umanità di comunicare a distanza, e da quando esiste il nostro modo di scrivere è cambiato: il linguaggio degli SMS è la nuova scrittura cuneiforme. Il cellulare collega all'istante milioni di persone in tutto il mondo, raduna folle enormi come nessun tamburo di guerra è mai riuscito a fare, e se può accedere a Internet ci apre mondi di conoscenza che gli illuministi neppure avrebbero immaginato. Oggi, nelle società avanzate, la vita senza il cellulare è inimmaginabile. Ma il telefono dipende dall'energia elettrica: in sua assenza, è inutile.
Ecco perché il nostro centesimo oggetto è un generatore di elettricità, che potrebbe consentire a un miliardo e 600 milioni di persone, prive di accesso alla rete elettrica, l'energia necessaria a entrare nel mondo delle relazioni globali. Ma questo oggetto può fare molto di più: può offrire a quelle stesse persone un controllo avanzato dell'ambiente, quindi la possibilità di vivere in modo diverso. Che cosa sarà mai questo oggetto misterioso? vi domanderete. È una lampada a energia solare.
Quello che abbiamo acquistato è in realtà un piccolo kit di cui fanno parte una lampada di plastica alimentata da una batteria ricaricabile da 6 volt e, separatamente, un piccolo pannello fotovoltaico che funge da accumulatore. La lampada ha una maniglia e le dimensioni di una grossa tazza da caffè, mentre il pannello assomiglia a un portafotografie d'argento non tanto grande, di quelli che teniamo sulla scrivania o sul comodino. Se il pannello viene esposto per 8 ore alla luce del sole, la lampada può fornire fino a 100 ore di luce bianca costante. Al massimo della carica, è in grado di illuminare un'intera stanza – quanto basta per consentire a una famiglia senza accesso alla rete elettrica di vivere in maniera del tutto nuova. L'intero kit è in vendita a circa 2250 rupie (45 dollari), anche se un semplice faro costa 499 rupie (10 dollari). Ma, una volta pagato, ha bisogno esclusivamente del sole.
I pannelli fotovoltaici convertono la luce solare in elettricità. Se riuscissimo a servircene con maggiore efficacia, tutti i nostri problemi energetici sarebbero risolti. La terra riceve in un'ora più energia solare di quanta non ne consumi in un anno tutta la popolazione mondiale, e i pannelli fotovoltaici sono uno dei modi più semplici e pratici di imbrigliare l'energia illimitata del sole trasformandola in energia pulita, affidabile e a basso costo.
I pannelli sono costituiti da celle di silicio connesse da una rete metallica e racchiuse in involucri di plastica e vetro. Appena esposte alla luce del sole, le celle generano elettricità, che a sua volta va ad alimentare una batteria ricaricabile. Il kit impiega molte nuove tecnologie che negli ultimi tempi hanno trasformato la nostra vita: in buona parte è fatto di plastica, mentre l'accumulatore dipende dal silicio, comepersonal computer e telefoni cellulari. Anche le batterie ricaricabili sono un'innovazione recente. Insomma, questa fonte di energia apparentemente low-tech ha in realtà elementi molto sofisticati.
Tornando alla nostra lampada, è una soluzione elegante e a basso costo, che consente di soddisfare le necessità energetiche di base: produce infatti una modica quantità di energia non solo economica, ma anche durevole. L'aggettivo «modica» è importante. Anche se il silicio costa poco, e la luce del sole è gratuita, pannelli solari di dimensioni tali da generare le enormi quantità di energia elettrica consumate ogni ora dai paesi ricchi avrebbero un costo proibitivo. In sostanza, ci troviamo di fronte al paradosso di una tecnologia costosa per i ricchi e a buon mercato per i poveri.
Molte fra le popolazioni più povere al mondo vivono alle latitudini più soleggiate. Per questo il fotovoltaico è così importante in Asia meridionale, nell'Africa subsahariana e nelle aree del continente americano vicine ai tropici. In una famiglia povera, un numero anche piccolo di volt può fare la differenza. Se si vive ai tropici senza elettricità, il giorno finisce presto. All'illuminazione notturna provvedono candele o lampade a cherosene, ma le candele rischiarano appena e non durano, mentre il cherosene è costoso (consuma in media il 20 per cento del reddito rurale in Africa) ed emette fumi tossici. Le lampade al cherosene e le stufe economiche provocano fino a 3 milioni di morti ogni anno, per la maggior parte donne, perché i fumi sono particolarmente pericolosi negli spazi chiusi, cioè dove si cucina. Inoltre le case sono quasi sempre in legno o in altri materiali naturali altamente infiammabili, quindi esposte al rischio di incendi.
L'avvento dei pannelli solari fotovoltaici potrebbe cambiare quasi ogni aspetto di questa esistenza domestica. La luce gratuita permetterebbe ai bambini – e agli adulti – di studiare la sera, migliorando la propria istruzione e pertanto il proprio futuro. La casa diventerebbe più sicura. Pannelli più grandi potrebbero fornire il calore per cucinare, eliminando i pericoli dei fumi e del fuoco. Ma potrebbero anche fornire energia a frigoriferi, televisioni, computer e pompe idriche, portando nei villaggi gran parte dei beni che oggi si vanno a cercare in città.
Ovviamente il nostro piccolo kit non ha tutti questi poteri, ma insieme alla luce offre qualcosa di molto significativo. Sull'accumulatore c'è un simbolo universalmente noto: la sagoma di un telefono cellulare. Questo strumento ha trasformato da solo l'Africa e l'Asia rurali, avvicinando le comunità, garantendo l'accesso all'informazione sul lavoro e sui mercati, fornendo la base per le nuove reti bancarie informali, che funzionano splendidamente: insomma, ha reso possibile avviare attività economiche anche in assenza di investimenti.
Da un recente studio sui pescatori di sardine dello Stato indiano del Kerala si intuisce che cosa comporti l'introduzione del cellulare in una comunità. Da quando lo possiedono, i pescatori fanno un lavoro molto più sicuro (grazie al meteo in tempo reale) e molto più redditizio: l'accesso alle informazioni sul mercato ha aumentato i profitti, in media, dell'8 per cento. In un altro studio sull'uso del cellulare in Asia meridionale si legge che, con la sua introduzione, il tenore di vita di tutta una serie di soggetti – lavoratori a giornata, contadini, prostitute, conduttori di risciò, bottegai – è sensibilmente migliorato. I pannelli solari servono anche a questo, a rendere il cellulare accessibile a tutti, perfino a chi vive nelle comunità rurali più povere.
Una tecnologia che porta tanti e tali benefici in termini di salute, sicurezza, istruzione, comunicazione e affari ha un che di miracoloso. I pannelli solari non richiedono infrastrutture troppo costose, e il modesto investimento iniziale può essere coperto da una delle tante forme di microfinanziamento oggi disponibili. Una lampada come la nostra, di fatto, si può pagare a rate in uno o due anni con i soli risparmi del cherosene. Economica, pulita, verde: questa tecnologia è alla portata di un numero sempre maggiore di persone, e offre enormi opportunità alle fasce più disagiate.
Ma a beneficiare della sua diffusione potrebbe essere anche l'ambiente: l'energia solare è infatti una risposta alla dipendenza da combustibili fossili, fra le cause principali del riscaldamento globale.
È una possibilità già implicita nelle parole di colui che, più di ogni altro, dobbiamo ringraziare – o accusare – di aver introdotto l'energia elettrica nelle nostre vite: Thomas Edison. È una vera sorpresa scoprire che proprio l'inventore della lampadina, e di molti altri prodotti legati all'elettricità, sia stato un profeta dell'energia rinnovabile. Nel 1931 Edison arringava così i suoi amici Henry Ford e Harvey Firestone: «Fosse per me, investirei tutto il mio denaro nel sole e nell'energia solare. Che fonte di energia! Spero solo di non dover aspettare che il petrolio e il carbone si esauriscano, prima di riuscire a sfruttarla».
L'energia solare sembra un epilogo soddisfacente di questa storia globale. Garantisce alla popolazione le opportunità cui abbiamo accennato sopra, e lo fa senza danneggiare il pianeta. È un sogno del futuro nel quale riecheggia il più profondo e universale dei miti umani: quello del sole che dà la vita. Ecco, la nostra lampada incarna una versione più modesta di quel mito, con Prometeo che, più che rubare il fuoco, dà una mano in cucina.
In fondo abbiamo sempre sognato di catturare il sole, e quando abbiamo imparato a conservare sotto vuoto i frutti della bella stagione, in modo che il calore e il nutrimento dell'estate ci accompagnassero nel corso dell'inverno, abbiamo fatto un piccolo passo in quella direzione. Nel capitolo 1 abbiamo visto il sacerdote egizio Hornedjitef portare con sé, nella tenebra dell'oltretomba, uno scarabeo, simbolo magico della forza rigeneratrice del sole. Oggi, per rischiararsi la via, Hornedjitef sceglierebbe forse una lampada a energia solare. (in Storia del mondo in 1000 oggetti, edizione italiana, Milano : Adelphi, 2012)

Tuesday, October 10, 2017

La storia dell'uomo attraverso la tecnica

Il filosofo José Ortega y Gasset alla metà del XX secolo in un suo saggio intitolato Meditaciòn de la técnica (1939) ha suddiviso l'evoluzione della specie umana in tre periodi:

La técnica del azar
La técnica del artesano
La técnica del técnico

La transizione dal primo al secondo periodo è chiamata "prima rivoluzione agricola" quando l'umanità (circa 8000 anni a.C.) da nomade diventa stanziale, fonda i villaggi, le leggi, l'agricoltura. Si investe in materie prime.

La transizione dal secondo al terzo periodo è causata dalla cosiddetta "prima rivoluzione industriale" quando la produzione di beni materiali è gestita da sistemi governati da tecnici e con la presenza di imprenditori che investono in sistemi di produzione.

Dall'artigianato all'industria

Nella técnica del azar protagonista è chi sa cercare
Le cose trovate
Nella técnica del artesano protagonista è chi sa fare
Le cose fatte
Nella técnica del técnico protagonista è chi sa far fare
Le cose acquistate




Friday, October 23, 2015

Homework # 03

Si richiede l'inserimento nel Blog personale dei seguenti post:

03.01 Una presenza letteraria nel mondo antico della propria caratteristica
03.02 Una pubblicità che tratti la propria caratteristica
03.03 Un personaggio che abbia avuto a che fare con la caratteristica
03.04 Una favola che parli della caratteristica (inserire breve citazione e fare link eventuale)
03.05 Un cibo che abbia attinenza con la caratteristica


Tuesday, October 15, 2019

Come fare il blog

Ecco alcuni video utili:
https://www.youtube.com/watch?v=x3xsb_r73fc
https://www.youtube.com/watch?v=ac9MYYHUdBg

Salvatore Aranzulla spiega come fare un Blog gratuito-

Una volta creato il proprio Blog con Blogger di Google, entrare in "Bacheca" (pulsante in alto a destra) e esplorare nel banner laterale a sinistra "Istruzioni e Feedback".. Il pulsante "Lettura" mostra alcuni post tipici.

Monday, October 14, 2019

Creare

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il dio Khnum  crea l'uomo sul tornio del vasaio



Nell'antica Grecia il verbo poieo (inf. poein) aveva il significato di "fare", ma originariamente si riferiva all'atto creativo del vasaio che modellando la creta informe sul tornio ne estraeva un vaso. Di qui il significato creativo del fare, simile all'atto divino della creazione. Di qui la poetiké techne e la poiesis, donde la nostra "poesia"

Xiaoyuncong nvwa.jpg
女娲 (Nüwa) ripara il pilastro del paradiso

Genesi 2,4-7
4 Queste le origini del cielo e della terra, quando vennero creati. Quando il Signore Dio fece la terra e il cielo, 5 nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata - perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il suolo 6 e faceva salire dalla terra l'acqua dei canali per irrigare tutto il suolo -; 7 allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente.



Wednesday, October 19, 2016

Le "rivoluzioni" dell'evoluzione umana

Rivoluzione: processo irreversibile (cfr. La favola del cavallo morto di D. Landes)

Nella storia dell'umanità:

- l'umanità è NOMADE
Prima rivoluzione agricola (9000-8000 a.C.)
- l'umanità è CONTADINA e ARTIGIANA
- le risorse sono naturali (terra, pietra, legno, osso, fibre naturali,...)
Rivoluzione industriale (sec. XVIII-XIX)
- l'umanità è TECNICA
- le risorse sono prodotti dell'industria (metalli, materiali sintetici, petrolio, ...)
Rivoluzione ??? (sec.XXI ...)
- l'umanità è ???
- le risorse sono immateriali e relative alla conoscenza

il nomade è colui che sa cercare e trovare
l'artigiano è colui che sa fare
il tecnico è colui che sa far fare

Approfondimenti:
1. Le rivoluzioni dell'agricoltura
2. Le rivoluzioni della scienza

Sunday, October 20, 2019

STEP #06 - Il nome del luogo

Tracciare una breve storia del nome del luogo, eventualmente corredandola di una bibliografia e/o di una sitografia. Questo "quadro" deve fare riferimento al passato, al presente ed eventualmente al futuro.

Wednesday, November 26, 2014

Tassonomie

“Posò la scatola di latta, richiuse il cassetto, riprese la scatola e si voltò. [...] Poco dopo, aperta la scatola, restò lì a guardarne il contenuto, senza toccarlo, provando sempre quella stessa perplessità, quello stesso sgomento. Stette così, in silenzio, la fronte aggrottata, forse per un quarto d’ora, immobile, seduta davanti alla scatola aperta, posata sulla coiffeuse. Dopo un po’ di tempo, con gli occhi che le dolevano e la vista annebbiata, prese a rimuginare con un dito, lentamente tra quegli oggetti alla rinfusa [...] finché, uno dopo l’altro, ne fece l’inventario, e cioè: [...]” (Claude Simon, L’erba, Torino 1961)

La storia dei cataloghi è la storia della conoscenza umana. Catalogare le centoquarantaquattro tribù di Israele, oppure le navi dei Greci alla fonda di fronte a Troia, significa conoscere, riconoscere, ricordare. Il catalogo è una delle prime forme di scrittura, che affida la memoria alla storia.
Enciclopedie,  indici, sillogi, ma anche figuratamente alberi, scale, orti, mappe, biblioteche, sono la reificazione di una tensione essenziale, che aspira a enumerare, ma anche a catalogare, a ordinare, a classificare, in ultima istanza a conoscere.
Il De ortu scientiarum di Roberto Kilwardby, la Bibliotheca mundi di Vincenzo di Beauvais, Le Tresor di BrunettoLatini, gli scritti di Raimondo Lullo, di Alberto Magno, di Ruggero Bacone non sono che gli esempi più eclatanti di una biblioteca di cui la memoria ci ha tramandato probabilmente solo le briciole. Il De proprietatibus rerum di Bartolomeo Anglico, che ebbe enorme successo di pubblico e di cui prima del 1500 si conteranno almeno 14 edizioni a stampa, può essere assunto come esempio tipo. L’indice di quest’opera è anche l’indice generale degli indici del Medioevo e da esso traspare non solo l’universo delle conoscenze, ma anche la sua gerarchia, il suo ordine, la sua essenza:

Prohemium; De Deo et ejus essentia (I); De proprietatibus angelorum (II); De anima et ejus proprietatibus (III); De qualitatibus et humaribus humani corporis (IIII); De partibus humani corporis (V); De etatibus hominis (VI); De infirmitatibus (VII); De mundo et ejus proprietatibus (VIII); De proprietatibus temporis et ejus partibus (IX); De materia et forma (X); De aere et ejus proprietatibus (XI); De avibus (XII); De aquis (XIII); De terra (XIIII); De provintiis (XV); De lapidibus et metallis (XVI); De arboribus et plantis (XVII); De animalibus (XVIII); De coloribus, de odoribus, de saporibus, de liquoribus, de ovis, de numero, de mensuris, de pondere, de instrumentis musicalibus.

Inseguire, lungo le scritture di Francesco Bacone, di Diderot e D’Alembert, di Voltaire e di Linneo, la labirintica storia degli ordinati cataloghi del mondo porterebbe altrove, anche perché altro è lo scopo di queste brevi righe. Quando nel 1751 Carl von Linné (1707-78) pubblicò il Systema Naturae, per la botanica incominciò una nuova era: “dal mondo del pressappoco - si entrò -nell’universo della precisione”.
“Tassonomia”, che dovrebbe più correttamente mantenere la lezione “tassinomia”, perché taxoV è invece l’albero del tasso, è voce dotta che significa catalogazione sistematica (botanica e zoologica) e ha il suo etimo nel sostantivo greco taxiV e nel verbo taxein (= mettere in ordine) e in onoma (= nome). Se la sistematica botanica e zoologica deve la sua paternità a Linneo, il nome tassonomia trova invece origine nella Théorie Elémentaire de la Botanique. Exposition des principes de la classification naturelle et de l’art de décrire et d’étudier les végétaux pubblicata da A.P. de Candolle nel 1813. Così si può leggere: “I vegetali devono quindi essere studiati dal naturalista in quanto essi, essendo gli uni diversi dagli altri, bisogna riconoscerli, descriverli e classificarli”. La Botanica, viene quindi suddivisa in: glossologia, tassonomia, fitografia, sinonimia botanica. E’ nata una nuova scienza. Già nel 1817 N.A. Desvaux recepisce le nuove istanze nel Programme du Cours de Botanique, professé au Jardin des Plantes d’Angers pour 1817 e il nuovo vocabolo entra, seppure con alterne fortune (non mancano le concorrenze della “taxologie” e della “zootaxie”) nell’accademia. Quando nel 1836 Auguste Comte consacrerà la 40° lezione del suo Cours de Philosophie Positive all’ “ensemble de la science biologique” non potrà fare a meno di declamare “la grande hiérarchie biologique”, che diventerà il tema della 42° lezione, intitolata alla “Biotaxique, c’est-à-dire, la coordination hiérarchique de tous les organismes connus ou même possibles, en une seule série gènérale”. (J.L. Fischer e R. Rey, De l’origine et de l’usage des termes Taxinomie - Taxonomie, in “Documents pour l’histoire du vocabulaire scientifique”, 5 (1983), pp.97-113).
In questo spirito si devono comprendere i tentativi, assolutamente significativi ed innovativi, di classificare - e quindi anche di organizzare gerarchicamente e sistematicamente - le cose, i beni materiali, i “prodotti delle arti e delle industrie”: il compito principale delle Commissioni delle Esposizioni, che a partire dai primi anni dell’Ottocento segneranno la vita “pubblica” della rivoluzione industriale.
Il 1862 è l’anno della International Exhibition di Londra, la medesima in cui il senatore De Vincenzi raccolse materiali per il nucleo originario per il Museo Industriale Italiano. L’universo della società tecnologica è organizzato, e sembrerebbe ormai definitivamente cristallizzato - dopo gli innumerevoli tentativi che ancora oggi leggiamo nei verbali delle Commissioni, nei cataloghi delle Mostre, negli elenchi dei Premi - in 36 categorie, che invece sono la fotografia della società (inglese) di quell’anno 1862:

1.   Cave, miniere, metallurgia e prodotti minerali
2.   Sostanze e prodotti chimici e farmaceutici
3.   Sostanze usate come alimentari
4.   Sostanze vegetali e animali utilizzate nelle manifatture
5.   Ferrovie, incluse locomotive e vagoni
6.   Mezzi di trasporto non appartenenti a sistemi ferroviari e tramviari
7.   Macchine per le manifatture e utensili
8.   Macchine in generale
9.   Macchine agricole e accessori
10. Ingegneria civile, architettura e costruzioni
11. Ingegneria militare, armi e accessori, armi portatili
12. Architettura e costruzioni navali
13. Strumenti scientifici e processi dipendenti dal loro uso
14. Apparecchi fotografici e fotografia
15. Orologeria
16. Strumenti musicali
17. Strumenti chirurgici e loro applicazioni
18. Cotone
19.  Lino e canapa
20. Seta e velluti
21. Lana e fibre animali
22. Tappeti
23. Tessuti, filati, feltri come campioni di tintura e di stampa
24. Tappezzerie, pizzi e passamaneria
25. Pelli, pellicce, piume e capelli
26. Cuoio, compresi finimenti e selleria
27. Abbigliamento
28. Carta, oggetti di cartoleria, stampa e legatura
29. Prodotti educativi
30. Arredamento, carta da parati e decorazioni
31. Ferro e oggetti metallicio
32. Coltelleria
33. Oggetti in metalli preziosi e loro imitazioni; gioielleria
34. Oggetti in vetro decorativi e per la casa
35. Ceramiche
36. Articoli da toelette e da viaggio; articoli vari.

Pochi anni dopo tutto sarà differente. E così via attraverso i Dizionari delle arti e delle industrie, i Cataloghi delle vendite per corrispondenza, i Programmi delle materie nelle scuole di ingegneria, sino agli indici delle Pagine gialle e di Internet.
Nel secondo fascicolo della Rivista “Le Genre Humain” del 1982 Georges Perec pubblica un breve saggio dal titolo Penser / Classer. Il Sommario, che precede i brevi paragrafi, nella sua caoticità, mi appare paradigmatico:

“Sommario - Metodi - Domande - Esercizi di vocabolario - Il mondo come puzzle - Utopie - Ventimila leghe sotto i mari - Ragione e pensiero - Gli Esquimesi - L’Esposizione Universale - L’alfabeto - Le classificazioni - Le gerarchie - Come classifico - Borges e i cinesi - Sei Shônagon - Le ineffabili gioie dell’enumerazione - Il Libro dei primati - Bassezza e inferiorità - Il dizionario - Jean Tardieu - Come penso - Aforismi - “In una rete di linee che si intersecano” - Varie - ?”

Scelgo proprio questo confuso (?) indice, come indice per altrettanti spunti, per un indice degli indici degli indici, per un universo tecnologico, di una società che non può non dirsi tecnologica, anche se oggi ama chiamarsi postindustriale, dove la protesi si confonde con l’arto, dove l’artificiale si confonde con il naturale. Paradosso potrebbe forse sembrare tutto ciò a Jorge Luis Borges, sempre vissuto sul filo della tensione essenziale di una biblioteca infinita, ma non è solo così.

Se la tassonomia sia una semplice utopia, o se invece rappresenti il primo passo verso la maturità di una scienza - il riferimento alla tecnologia, all’ingegneria, alla scienza dell’artificiale risulta inevitabile - è problema non solo di ordine pratico, ma “filosofico”. Esso rimane aperto ad un dibattito che non potrà dimenticare di aprirsi sulle frontiere, purtroppo ancora oggi spesso rese invalicabili dalle pretese autoreferenzialità delle singole discipline.

Saturday, May 2, 2020

Esami in Virtual Classroom

Il giorno 5 maggio a partire dalle 14:00 si terranno gli esami che erano previsti per la sessione di marzo scorso. Gli esami si terranno esclusivamente in forma orale e le domande verteranno sui "protagonisti" e sui "concetti chiave" della storia delle cose. E' pure prevista una domanda sul blog personale nel caso sia stato realizzato secondo le istruzioni fornite a lezione. In ogni caso la materia è stata sempre presentata su questo blog: il testo di riferimento è Maurizio Vitta, Le voci delle cose.


I "protagonisti": Francesco Bacone, Jean Baudrillard, Walter Benjamin, Michel Foucault, Ernest Gombrich, Claude Levi-Strauss, Carlo Linneo, William Morris, Bruno Munari, José Ortega y Gasset, Joseph Paxton, Georges Perec, John Ruskin, Joseph Schumpeter, Leonardo Sinisgalli,Adam Smith, Fiedrich Winslow Taylor Edward Burnett Tylor, Aby Warburg.



I "concetti chiave": Ambiente / Ambient; Arte / Art; Artefatto  / Artifact; Artificiale / Artificial; Artigianato / Craft; Brevetto / Patent; Bricolage / Bricolage; Catalogo / Catalogue; Civiltà / Civilization; Comunicazione / Communication; Consumo Consume; Cosa / Thing; Cultura / Culture; Design / Design; Documento  / Document; Emblemi / Emblems; Esposizione / Exhibition; Fare / to make; Feticcio / Fetish; Industria / Industry; Innovazione / Innovation; Macchina / Engine; Memoria / Memory; Merce /  Goods, Commodity; Misura / Measure; Mito / Myth; Moda / Fashion; Museo / Museum; Narrazione / Storytelling; Norma / Standard; Oggetto / Object; Poesia / Lyrics; Progetto / Project, Design; Protesi / Prosthesis; Pubblicità / Advertisement; Rivoluzione / Revolution; Scatola / Box; Segno / Sign; Spazzatura / Garbage; Standard / Standard; Storia / History; Strumento / Instrument; Tassonomia / Taxonomy; Tecnica / Technology; Utensile / Tool.


Tuesday, October 13, 2015

I miti

Le terribili trasformazioni sociali che accompagnarono il passaggio dalla società nomade alla società degli agricoltori legati alla terra sono segnate dai miti che non sono solo favole antiche ma metafore delle profonde trasformazioni che il genere umano fu costretto a sopportare per non estinguersi.

Se all'origine del mondo c'è un dio che crea l'uomo impastando la creta, ecco che il poièin (fare, in greco) originariamente è proprio l'azione del vasaio che dalla argilla informe crea e plasma un vaso.

Poi seguono:

Prometeo e la scoperta del fuoco
Ercole e le sue fatiche per dominare la natura
Athena che insegna a coltivare l'olivo e la vite
Orfeo ed Euridice, ma anche Proserpina, che narrano del ciclo del grano
Edipo che rispetta il tabù dell'incesto, e punisce se stesso per averlo violato
Dedalo, Pasifae e il Minotauro, che violano la natura delle cose
Dedalo e Icaro, che affrontano le seduzioni della tecnica
Ulisse che con la mechanà inganna i Troiani
Romolo e Remo che si scontrano sulla sacralità dei confini
Mosé che scolpisce le leggi sulla pietra



Senza dimenticare i miti del Briccone divino, di Anguana  e dell'Homo Selvaticus

Monday, October 14, 2019

Miti (ieri e oggi)

MYTHOS = racconto

Ὁ μῦθος δηλοῖ ὅτι... (O mythos dēloi hoti...)


"Il racconto dimostra che..." 
È la frase a cui seguono le morali nelle favole di Esopo

Le trasformazioni sociali che accompagnarono il passaggio dalla società nomade alla società degli agricoltori legati alla terra sono segnate dai miti che non sono solo favole antiche, ma metafore delle profonde trasformazioni che il genere umano fu costretto a sopportare per non estinguersi.

Se all'origine del mondo c'è un dio che crea l'uomo impastando la creta, ecco che il poièin (fare, in greco) originariamente è proprio l'azione del vasaio che dalla argilla informe crea e plasma un vaso.

Poi seguono:

Prometeo e la scoperta del fuoco
Ercole e le sue fatiche per dominare la natura
Athena che insegna a coltivare l'olivo e la vite
Orfeo ed Euridice, ma anche Proserpina, che narrano del ciclo del grano
Edipo che rispetta il tabù dell'incesto, e punisce se stesso per averlo violato
Dedalo, Pasifae e il Minotauro, che violano la natura delle cose
Dedalo e Icaro, che affrontano le seduzioni della tecnica
Ulisse che con la mechanà inganna i Troiani
Romolo e Remo che si scontrano sulla sacralità dei confini
Mosé che scolpisce le leggi sulla pietra
...
Anguana, la divinità montana donna e serpente, ma anche corso d'acqua
Il Briccone divino, o Trickster, mezzo uomo e mezzo animale, di natura divina, ...
L'Homo selvaticus delle nostre montagne

fino ai Miti d'oggi di Roland Barthes. (Saponi e detersivi)



La memoria ha bisogno di materia e anche i miti hanno le loro "cose"...

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Monday, December 14, 2020

STEP #26 - La chimica e gli strumenti scientifici

Individuare un tema che colleghi la chimica allo strumento in esame scrivendo un breve testo che ne spieghi i motivi e eventualmente ne racconti le vicende, Si possono trattare temi relativi ai materiali, ai fenomeni chimici coinvolti, ai processi di produzione, agli ambienti in cui lo strumento è operativo.

NOTA: fare riferimento eventualmente ai temi trattati nel sito relativo alla mostra "Un sistema periodico da Amedeo Avogadro a Primo Levi".

Friday, October 23, 2020

Le competenze contano. Per un umanesimo tecnologico

 

Mercoledì 28 ottobre 2020

ore 17.30-18.30

 

EVENTO ONLINE

 

Scienza e filosofia

Le competenze contano. Per un umanesimo tecnologico

Intervengono: Lorenzo Casini, Vittorio Marchis, Lucio Russo, Vera Tripodi

Modera: Armando Massarenti

 

Per assistere accedere QUI (Mondadori Education/Youtube)

Per ricevere l’attestato di partecipazione, iscriversi QUI

 

Le «competenze contano» e contano ancora di più se sono «competenze trasversali», capaci di mettere in moto il pensiero critico del lettore. È questo il compito, culturale e civile, che oggi può ancora svolgere la filosofia. Animati da questa consapevolezza, siamo partiti dieci anni fa con il fisico Carlo Rovelli. Da par suo, nel primo volume della collana Scienza e filosofia, ci ha spiegato Che cos’è la scienza (quella di ieri e quella di oggi, nonché l’atteggiamento mentale che le accomuna) con un affascinante ritratto del filosofo presocratico Anassimandro.

L’umanesimo scientifico e tecnologico di cui parliamo in questo incontro trovava già lì una coerente espressione, ed è venuto delineandosi nei diversi volumi della collana, fino alle uscite attuali. La nuova forma grafica in cui si presentano pone ancora più in risalto il simbolo scelto allora: l’«I think» con cui Darwin introduceva il disegno del suo «corallo della vita». Le idee, i pensieri, l’intelligenza, «contano» eccome, e la collana Scienza e filosofia nutre l’ambizione di coglierli nel loro stato nascente, o perlomeno di fornire gli strumenti critici necessari per riconoscerne il valore. 

Così a dover «contare», in una società e con una politica che troppo spesso ha mostrato di volerne fare a meno, sono le competenze significativamente rappresentate dai protagonisti di questo incontro, tutti autori della collana Scienza e Filosofia di Mondadori Università, diretta da Armando Massarenti. Le competenze del giurista Lorenzo Casini, che nel suo libro ci mostra che nell’era di Google, della globalizzazione e del trionfo delle tecnologie informatiche, nonostante tutto, parafrasando Mark Twain, la notizia della morte dello Stato è alquanto esagerata. O quelle dell’”eticista” Vera Tripodi che si inoltra nei dilemmi etici e filosofici legati, per esempio, alla progettazione di robot capaci di svolgere attività umane, tra cui le automobili a guida autonoma. E le competenze, più che mai trasversali, di Lucio Russo, esperto di meccanica statistica ma anche grecista e storico della scienza, che in Flussi e riflussi mostra quanto della geniale teoria delle maree di Newton fosse già presente nel pensiero ellenistico; e, last but not least, di Vittorio Marchis, il cui «dizionario filosofico dell’ingegneria» è il punto di arrivo di una lunga esperienza che lo ha portato a coniugare strettamente i saperi politecnici con le scienze umane. Perché è appunto di un consapevole e profondo «umanesimo tecnologico» ciò di cui oggi – nelle università e nelle nostre vite – sentiamo un urgente bisogno.

 

Relatori

Lorenzo Casini, professore ordinario di diritto amministrativo nella Scuola IMT Alti Studi di Lucca, capo di gabinetto del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo dal settembre 2019, autore de Lo stato nell’era di Google. Frontiere e sfide globali

Vittorio Marchis, docente di Storia e Filosofia della Scienza al Politecnico di Torino, con un passato come ricercatore e docente nel settore aerospaziale che ha riconvertito verso le «scienze umane», autore di Dall’arte… allo zero. Piccolo dizionario filosofico dell’ingegneria.

Lucio Russo, esperto di meccanica statistica, calcolo delle probabilità e storia della scienza, autore di Flussi e riflussi. Indagine sull’origine di una teoria scientifica

Vera Tripodi, docente presso il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino, insegna Etica delle tecniche al Politecnico di Torino, autrice di Etica delle tecniche. Una filosofia per progettare il futuro.

Moderatore

Armando Massarenti, curatore della collana Scienza e Filosofia, filosofo e giornalista, firma storica del supplemento culturale “Domenica” del Sole 24 Ore. È membro della Commissione per l’Etica della Ricerca e la Bioetica del CNR (ente presso il quale è ricercatore associato), e dei comitati scientifici del Cepell (Centro per il Libro e la Lettura) e del costituendo Museo educativo sulla moneta e l’economia di Banca d’Italia.

Thursday, November 7, 2019

I paradigmi del fare

Nel mondo artigianale
TAILOR MADE
(fatto su misura)

Nel mondo della tecnica industriale
OFF THE SHELF
(a scaffale, a catalogo)

Il size (la misura standardizzata di un capo di abbigliamento) è invenzione della sartoria militare

Wednesday, October 10, 2018

I paradigmi del fare

TAYLOR MADE
(su misura)
è il modus operandi dell'artigiano

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(Salvatore Ferragamo, shoemaker)

OFF THE SHELF
(prêt-à-porter)
(a scaffale)
è la tipologia dei prodotti della società industriale

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Thursday, November 12, 2015

AVVISO

La lezione di oggi, giovedì 12 novembre 2015, è sospesa 
per improvviso impegno del docente. 

Si ricorda che nella lezione di lunedì sarà presente l'ingegner Alfredo Zanellato che terrà una lezione intitolata "Fare un'automobile".