Showing posts sorted by relevance for query diderot. Sort by date Show all posts
Showing posts sorted by relevance for query diderot. Sort by date Show all posts

Wednesday, November 26, 2014

Tassonomie

“Posò la scatola di latta, richiuse il cassetto, riprese la scatola e si voltò. [...] Poco dopo, aperta la scatola, restò lì a guardarne il contenuto, senza toccarlo, provando sempre quella stessa perplessità, quello stesso sgomento. Stette così, in silenzio, la fronte aggrottata, forse per un quarto d’ora, immobile, seduta davanti alla scatola aperta, posata sulla coiffeuse. Dopo un po’ di tempo, con gli occhi che le dolevano e la vista annebbiata, prese a rimuginare con un dito, lentamente tra quegli oggetti alla rinfusa [...] finché, uno dopo l’altro, ne fece l’inventario, e cioè: [...]” (Claude Simon, L’erba, Torino 1961)

La storia dei cataloghi è la storia della conoscenza umana. Catalogare le centoquarantaquattro tribù di Israele, oppure le navi dei Greci alla fonda di fronte a Troia, significa conoscere, riconoscere, ricordare. Il catalogo è una delle prime forme di scrittura, che affida la memoria alla storia.
Enciclopedie,  indici, sillogi, ma anche figuratamente alberi, scale, orti, mappe, biblioteche, sono la reificazione di una tensione essenziale, che aspira a enumerare, ma anche a catalogare, a ordinare, a classificare, in ultima istanza a conoscere.
Il De ortu scientiarum di Roberto Kilwardby, la Bibliotheca mundi di Vincenzo di Beauvais, Le Tresor di BrunettoLatini, gli scritti di Raimondo Lullo, di Alberto Magno, di Ruggero Bacone non sono che gli esempi più eclatanti di una biblioteca di cui la memoria ci ha tramandato probabilmente solo le briciole. Il De proprietatibus rerum di Bartolomeo Anglico, che ebbe enorme successo di pubblico e di cui prima del 1500 si conteranno almeno 14 edizioni a stampa, può essere assunto come esempio tipo. L’indice di quest’opera è anche l’indice generale degli indici del Medioevo e da esso traspare non solo l’universo delle conoscenze, ma anche la sua gerarchia, il suo ordine, la sua essenza:

Prohemium; De Deo et ejus essentia (I); De proprietatibus angelorum (II); De anima et ejus proprietatibus (III); De qualitatibus et humaribus humani corporis (IIII); De partibus humani corporis (V); De etatibus hominis (VI); De infirmitatibus (VII); De mundo et ejus proprietatibus (VIII); De proprietatibus temporis et ejus partibus (IX); De materia et forma (X); De aere et ejus proprietatibus (XI); De avibus (XII); De aquis (XIII); De terra (XIIII); De provintiis (XV); De lapidibus et metallis (XVI); De arboribus et plantis (XVII); De animalibus (XVIII); De coloribus, de odoribus, de saporibus, de liquoribus, de ovis, de numero, de mensuris, de pondere, de instrumentis musicalibus.

Inseguire, lungo le scritture di Francesco Bacone, di Diderot e D’Alembert, di Voltaire e di Linneo, la labirintica storia degli ordinati cataloghi del mondo porterebbe altrove, anche perché altro è lo scopo di queste brevi righe. Quando nel 1751 Carl von Linné (1707-78) pubblicò il Systema Naturae, per la botanica incominciò una nuova era: “dal mondo del pressappoco - si entrò -nell’universo della precisione”.
“Tassonomia”, che dovrebbe più correttamente mantenere la lezione “tassinomia”, perché taxoV è invece l’albero del tasso, è voce dotta che significa catalogazione sistematica (botanica e zoologica) e ha il suo etimo nel sostantivo greco taxiV e nel verbo taxein (= mettere in ordine) e in onoma (= nome). Se la sistematica botanica e zoologica deve la sua paternità a Linneo, il nome tassonomia trova invece origine nella Théorie Elémentaire de la Botanique. Exposition des principes de la classification naturelle et de l’art de décrire et d’étudier les végétaux pubblicata da A.P. de Candolle nel 1813. Così si può leggere: “I vegetali devono quindi essere studiati dal naturalista in quanto essi, essendo gli uni diversi dagli altri, bisogna riconoscerli, descriverli e classificarli”. La Botanica, viene quindi suddivisa in: glossologia, tassonomia, fitografia, sinonimia botanica. E’ nata una nuova scienza. Già nel 1817 N.A. Desvaux recepisce le nuove istanze nel Programme du Cours de Botanique, professé au Jardin des Plantes d’Angers pour 1817 e il nuovo vocabolo entra, seppure con alterne fortune (non mancano le concorrenze della “taxologie” e della “zootaxie”) nell’accademia. Quando nel 1836 Auguste Comte consacrerà la 40° lezione del suo Cours de Philosophie Positive all’ “ensemble de la science biologique” non potrà fare a meno di declamare “la grande hiérarchie biologique”, che diventerà il tema della 42° lezione, intitolata alla “Biotaxique, c’est-à-dire, la coordination hiérarchique de tous les organismes connus ou même possibles, en une seule série gènérale”. (J.L. Fischer e R. Rey, De l’origine et de l’usage des termes Taxinomie - Taxonomie, in “Documents pour l’histoire du vocabulaire scientifique”, 5 (1983), pp.97-113).
In questo spirito si devono comprendere i tentativi, assolutamente significativi ed innovativi, di classificare - e quindi anche di organizzare gerarchicamente e sistematicamente - le cose, i beni materiali, i “prodotti delle arti e delle industrie”: il compito principale delle Commissioni delle Esposizioni, che a partire dai primi anni dell’Ottocento segneranno la vita “pubblica” della rivoluzione industriale.
Il 1862 è l’anno della International Exhibition di Londra, la medesima in cui il senatore De Vincenzi raccolse materiali per il nucleo originario per il Museo Industriale Italiano. L’universo della società tecnologica è organizzato, e sembrerebbe ormai definitivamente cristallizzato - dopo gli innumerevoli tentativi che ancora oggi leggiamo nei verbali delle Commissioni, nei cataloghi delle Mostre, negli elenchi dei Premi - in 36 categorie, che invece sono la fotografia della società (inglese) di quell’anno 1862:

1.   Cave, miniere, metallurgia e prodotti minerali
2.   Sostanze e prodotti chimici e farmaceutici
3.   Sostanze usate come alimentari
4.   Sostanze vegetali e animali utilizzate nelle manifatture
5.   Ferrovie, incluse locomotive e vagoni
6.   Mezzi di trasporto non appartenenti a sistemi ferroviari e tramviari
7.   Macchine per le manifatture e utensili
8.   Macchine in generale
9.   Macchine agricole e accessori
10. Ingegneria civile, architettura e costruzioni
11. Ingegneria militare, armi e accessori, armi portatili
12. Architettura e costruzioni navali
13. Strumenti scientifici e processi dipendenti dal loro uso
14. Apparecchi fotografici e fotografia
15. Orologeria
16. Strumenti musicali
17. Strumenti chirurgici e loro applicazioni
18. Cotone
19.  Lino e canapa
20. Seta e velluti
21. Lana e fibre animali
22. Tappeti
23. Tessuti, filati, feltri come campioni di tintura e di stampa
24. Tappezzerie, pizzi e passamaneria
25. Pelli, pellicce, piume e capelli
26. Cuoio, compresi finimenti e selleria
27. Abbigliamento
28. Carta, oggetti di cartoleria, stampa e legatura
29. Prodotti educativi
30. Arredamento, carta da parati e decorazioni
31. Ferro e oggetti metallicio
32. Coltelleria
33. Oggetti in metalli preziosi e loro imitazioni; gioielleria
34. Oggetti in vetro decorativi e per la casa
35. Ceramiche
36. Articoli da toelette e da viaggio; articoli vari.

Pochi anni dopo tutto sarà differente. E così via attraverso i Dizionari delle arti e delle industrie, i Cataloghi delle vendite per corrispondenza, i Programmi delle materie nelle scuole di ingegneria, sino agli indici delle Pagine gialle e di Internet.
Nel secondo fascicolo della Rivista “Le Genre Humain” del 1982 Georges Perec pubblica un breve saggio dal titolo Penser / Classer. Il Sommario, che precede i brevi paragrafi, nella sua caoticità, mi appare paradigmatico:

“Sommario - Metodi - Domande - Esercizi di vocabolario - Il mondo come puzzle - Utopie - Ventimila leghe sotto i mari - Ragione e pensiero - Gli Esquimesi - L’Esposizione Universale - L’alfabeto - Le classificazioni - Le gerarchie - Come classifico - Borges e i cinesi - Sei Shônagon - Le ineffabili gioie dell’enumerazione - Il Libro dei primati - Bassezza e inferiorità - Il dizionario - Jean Tardieu - Come penso - Aforismi - “In una rete di linee che si intersecano” - Varie - ?”

Scelgo proprio questo confuso (?) indice, come indice per altrettanti spunti, per un indice degli indici degli indici, per un universo tecnologico, di una società che non può non dirsi tecnologica, anche se oggi ama chiamarsi postindustriale, dove la protesi si confonde con l’arto, dove l’artificiale si confonde con il naturale. Paradosso potrebbe forse sembrare tutto ciò a Jorge Luis Borges, sempre vissuto sul filo della tensione essenziale di una biblioteca infinita, ma non è solo così.

Se la tassonomia sia una semplice utopia, o se invece rappresenti il primo passo verso la maturità di una scienza - il riferimento alla tecnologia, all’ingegneria, alla scienza dell’artificiale risulta inevitabile - è problema non solo di ordine pratico, ma “filosofico”. Esso rimane aperto ad un dibattito che non potrà dimenticare di aprirsi sulle frontiere, purtroppo ancora oggi spesso rese invalicabili dalle pretese autoreferenzialità delle singole discipline.

Monday, December 3, 2018

Elogio dell'Anatomia

Nel primo volume dell'Encyclopédie di Diderot e D'Alembert alla voce "Anatomie" si può leggere:

ANATOMIA

Prima proposizione. Il corpo umano è una macchina regolata dalle leggi della Meccanica, della Statica, dell’Idraulica e dell’Ottica. Ne consegue che colui che conoscerà meglio la MACCHINA umana e che contribuirà ad accrescerne la conoscenza, quella che è regolata dalle leggi della Meccanica, avendone fatto diretta esperienza e pratica, sarà in grado di conoscere la maniera in cui dette leggi si applicano e di agire di conseguenza per ristabilirle laddove esse ne siano state disturbate. L’Anatomia è quindi assolutamente necessaria per un Medico.

Seconda proposizione. Il corpo umano è una MACCHINA soggetta adei disturbi a cui non si può porre rimedio se non incidendo dei tessuti o ricucendo delle parti. Non esiste quasi nessun ambito in cui questa pratica non sia applicabile: si amputano i piedi, le mani, le braccia, le gambe, le cosce ecc. e in quasi tutte queste operazioni vi sono parti su cui agire e che non bisogna ledere, per non fare morire il malato. L’Anatomia è dunque necessaria al Chirurgo.

Terza proposizione. Il corpo è una parte di noi stessi assai importante. Se una delle sue parti è malata, tutte le altre ne risentono. Il corpo umano è una delle più belle MACCHINE che sono uscite dalle mani del Creatore. La conoscenza di noi stessi richiede la conoscenza del nostro corpo, ed essa suppone quella delle prodigiose catene di cause ed effetti, che portano tutte alla consapevolezza di una intelligenza sapiente e potente. Essa è, per così dire, il fondamento della Teologia naturale. Galeno, nel suo trattato sulla formazione del feto, condanna violentemente i Filosofi del suo tempo, perché si divertono a fare congetture azzardate sulla natura e sulla formazione del mondo, perché essi ignorano i primi elementi della struttura dei corpi animati. Ne consegue che la conoscenza anatomica è fondamentale per un Filosofo.

Quarta proposizione. I Magistrati quotidianamente devono fare dissezionare dei cadaveri per scoprire le cause di una morte violenta o sospetta. Da questa operazione e dalle osservazioni che ne scaturiscono, essi traggono le proprie conclusioni e i propri giudizi, e possono decidere se la persona è morta avvelenata oppure se ha subito una fine naturale. Oppure se un neonato è nato morto, o se è stato soffocato dopo la nascita. Quante sono le contestazioni portate davanti ai Tribunali, dove si tratta di impotenza, sterilità, dei tempi del parto, dell’aborto, di un parto simulato o dissimulato! I Giudici sono tenuti a rispettare ciecamente i rapporti di Medici e Chirurghi. Questi rapporti sono in verità profondamente motivati, ma quale è il loro valore se essi risultano incomprensibili ai medesimi Magistrati? L’Anatomia non è quindi inutile neppure per un Magistrato.

Quinta proposizione. I Pittori e gli Scultori, in funzione delle loro conoscenze di Anatomia, potranno arrivare alla perfezione dei propri disegni. I Raffaello, Michelangelo e Rubens fecero particolari studi di Anatomia. Lo studio dell’Anatomia è quindi necessaria per eccellere nell’Arte.

Sesta proposizione. Ciascuno ha interesse a conoscere il proprio corpo. Non c’è persona che non possa confermare la struttura, la figura, le connessioni, le relazioni delle parti di cui è composto il corpo come il prodotto di un Essere onnipotente. A questa ragione così importante bisogna aggiungere un interesse, che non si può dimenticare, nell’essere istruiti sui mezzi di prolungare la propria vita, di spiegare i luoghi e i sintomi della malattia, quando essa eventualmente insorga. Ma anche di poter individuare i ciarlatani, di poter giudicare, almeno in generale, sui rimedi prescritti, ecc. Aulo Gellio non poteva tollerare che gli uomini liberi, la cui educazione deve essere conforme al loro stato, non sapessero nulla di ciò che riguarda l’economia del corpo umano.

L’Anatomia è dunque fondamentale per conoscere l’uomo.

Encyclopédie, ou dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers, vol.1, Paris, 1751. 


Autospia di un Hard Disk

Seguendo il format delle autopsie di macchine la lezione di oggi si è sviluppata intorno alla Autopsia di un Hard Disk. Premesse le origini storiche delle sei proposizioni a favore dell'Anatopmia apparse sul primo volume dell'Encyclopédie di Diderot e D'Alembert la lezione hya riopercorso i punti salienti della conoscenza materiale delle cose, rappresentata dal paradigma dell'Anatomia.



Sunday, November 13, 2016

Tuesday, December 15, 2020

Le domande per l'esame orale

Chi avrà conseguito una valutazione positiva sul proprio Blog, per completare l'esame nelle sessioni ufficiali, dove è necessaria la prenotazione, dovrà rispondere sinteticamente a una delle seguenti domande:

1.     Che cosa è la scienza

2.     Chi fu Edward B. Tylor?

3.     Chi fu Aby Warburg?

4.     Che cosa è il bricolage?

5.     Che cosa è l’antropologia?

6.     Che cosa è una cosa?

7.     Di cosa parla il saggio L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica?

8.     Mi parli delle esposizioni universali

9.     Che cosa è un mito?

10.Mi parli delle rivoluzioni sociali e del ruolo della tecnica

11.Descrivere l’Atlas Mnemosyne

12.Chi fu José Ortega y Gasset?

13.Che cosa significa la tecnica del azar?

14.Che cosa è un rito?

15.Che cosa è un museo?

16.Che cosa sono state le Wunderkammer?

17.Chi è Orhan Pamuk?

18.Che cosa è un documento?

19.Che cosa è un segno?

20.Come si è evoluta l’idea di enciclopedia?

21.Che cosa è una tassonomia?

22.Che cosa è una mappa concettuale?

23.Chi fu Carl Linné?

24.Chi fu Walter Benjamin?

25.Chi fu Claude Lévi-Strauss?

26.Come è organizzato il sapere nell’opera di Bartolomeo Anglico?

27.Come è organizzata la conoscenza secondo l’Encyclopédie di Diderot e d’Alembert?

28.Quando fu scritta l’Encyclopédie e perché?

29.Cosa è una macchina?

30.Cosa è uno strumento?

31.Cosa è un brevetto?

32.Cosa è un marchio di fabbrica?

33.Cosa è la scienza?

34.Come nacque il genere letterario dei “teatri”?

35.Che cosa è l’arte della memoria?

36.Chi fu Raimondo Lullo?

37.Quali testi della letteratura antica trattano della cultura materiale?

38.Quali sono le “cose” trattate dalla Divina Commedia?

39.Come il Web ha rivoluzionato il sapere?

40.Chi fu Ephraim Chambers? E Francesco Griselini?

41.Il calcolatore nella storia della tecnica

42.Chi fu Charles Babbage?

43.Il ruolo dei musei scientifici

44.Dall’astrologia all’astronomia

45.Misurare il futuro

46.Che cosa è un modello?

47.Spiegare la differenza tra machina e ingenium

48.Che cosa fu il deus ex machina?

49.Tracciare una storia della parola “macchina”

50.Spiegare le varianti linguistiche sul tema della “cosa”

51.Chi fu Roland Barthes?

52.Chi fu Georges Perec? Per cosa lo ricordiamo?

53.Quali sono i Miti d’oggi per Roland Barthes?

54.Parlare delle mitologie contemporanee e delle “cose” a loro associate

55.Che cosa sono gli “emblemi” nella cultura barocca?

56.Chi fu Andrea Alciato?

57.Parlare della pubblicità e del suo rapporto con le “cose”

58.Le cose nella mitologia greca

59.Chi è Jonathan Gottschall e che cosa ha scritto?

60.Italo Calvino e il suo rapporto con le “cose”

61.Spiegate la differenza tra macchina e utensile

62.La macchina in Karl Marx

63.Che cosa è un giocattolo ?

64.Parlare della materialità della memoria

65.La pubblicità e il consumismo

66.La rivoluzione agricola del neolitico

67.La rivoluzione industriale

68.La rivoluzione digitale (è corretto parlarne ora)?

69.Che cosa è un medium?

70.Cosa è un feticcio?

71.Cosa è una protesi?

72.Come si può definire l’artificiale?

73.Spiegare le differenze tra arte e tecnica (ieri e oggi)

74.Che cosa è l’aura per Walter Benjamin?

75.Mi dia una definizione di “cultura”

76.Il potere delle immagini

77.I materiali sintetici

78.IL vetro nella storia

79.La mappa concettuale

80.Il museo: significato e storia

81.La chimica nella storia delle cose

82.Dal mondo del pressappoco all’universo della precisione

83.La globalizzazione

84.Ngram Viewer: che cosa è

85.Bronislaw Malinowski

86.James Frazer e il Ramo d’oro

87.La normativa tecnica

88.I database della tecnologia

89.Che cosa è un francobollo e perché ci interessa

90.La misura delle cose

91.La mitologia del “fare”

92.Le collezioni etnografiche e i musei della cultura materiali

    93. Inoltre potrà essere richiesto di parlare di una delle ministorie delle cose


... e ora una lettura interessante. 




 


Thursday, December 19, 2019

I protagonisti

Aristotele (13, 17, 24, 72, 104, 135, 153, 189, 236)
Bacone, Francesco (17, 48)
Baudrillard, Jean (156,237)
Benjamin, Walter (21, 136, 173, 201, 206, 227)
Cartesio, Renato (10, 47, 135)
Collodi, Carlo (83)
Dante Alighieri (91)
Diderot, Denis (234)
D'Alembert, Jean Baptiste
Foucault, Michel
Giugiaro, Giorgetto (61, 71)
Gombrich, Ernst
Gottschall, Jonathan
Heidegger, Mrtin (18, 32, 41, 59, 89, 102, 107, 130, 137, 155, 156, 160)
Le Corbusier (35, 89, 97, 119, 167, 198, 218)
Leonardo da Vinci (93)
Lévi-Strauss, Claude (20)
Linneo, Carlo (130)
Marinetti, Tommaso (26)
Morris, William (122)
Munari, Bruno (162, 211, 229)
Ortega y Gasset, José  (66)
Panofski, Erwin (18)
Paxton, Joseph (192)
Perec, Georges (29)
Picasso, Pablo (112, 202)
Ruskin, John (70, 120, 122)
Schumpeter, Joseph
Sinisgalli, Leonardo
Smith, Adam (15, 102)
Swift, Jonathan (25, 49)
Taylor, Frederich Winslow (75,76)
Tylor, Edward Burnett
Vitruvio ((174)
Warburg, Aby

I link sono ai post di questo blog. I numeri tra parentesi indicano le presenze dei protagonisti nel libro Le voci delle cose, di Maurizio Vitta.